Assalto al bancomat, esplosione sventata.

Messaggero Veneto,  12 aprile 2012

San Vito, miccia collegata a una bombola a gas in piazza: arrestato da metronotte e carabinieri. Danneggiati 60 mila euro

Uno scoppio che avrebbe potuto avere conseguenze devastanti, evitato soltanto grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine e delle società di vigilanza, quello che si sarebbe potuto verificare nella notte tra martedì e ieri in piazza del Popolo a San Vito. È stata probabilmente la disperazione, dettata dalla disoccupazione e dalla difficile situazione familiare, a spingere il sanvitese Ranieri Martinis, classe 1961, a tentare un colpo ai danni del bancomat della filiale della Banca popolare di Vicenza. L’uomo è entrato in azione di notte: alle 3.16 l’allarme è giunto contemporaneamente alla centrale operativa delle società di vigilanza Corpo vigili notturni, Rangers e Base e ai carabinieri di San Vito, Fiume Veneto e del nucleo radiomobile di Pordenone. Le telecamere dell’istituto di credito stavano filmando un individuo con un giaccone celeste, incappucciato e inginocchiato, che armeggiava nella parte inferiore del bancomat. Si notava la presenza di fumo. Forzato lo sportello dell’erogazione delle banconote, l’uomo vi aveva posizionato una sorta di maschera, collegata con un tubo di gomma a una bombola del gas. Il meccanismo era completato da una miccia, che all’arrivo delle forze dell’ordine era accesa. Martinis non è però riuscito nei suoi intenti: sono giunti sul posto una guardia giurata, che l’ha bloccato dopo un vano tentativo di fuga, e, pochi secondi dopo, i carabinieri. Il meccanismo collegato al bancomat è stato subito disattivato anche se ha comportato, vista l’entrata in funzione dei sistemi di difesa automatici della struttura, il danneggiamento di banconote per 60 mila euro, colorate dalla vernice anti-banditi. Se ci fosse stata l’esplosione, non soltanto l’autore del tentato furto avrebbe potuto avere conseguenze, ma la deflagrazione avrebbe causato danni devastanti all’edificio della banca e ai vetri delle abitazioni e degli uffici della piazza. Preso in consegna dai carabinieri, il sanvitese nell’immediato avrebbe negato di essere l’autore del tentato furto, spiegando di essere di passaggio in zona. Gli “strumenti da lavoro” erano lì a pochi passi e altro materiale sarebbe stato trovato in uno zaino. I vigili del fuoco sono intervenuti alle 4.20 per mettere in sicurezza la bombola e verificare l’assenza di gas nella banca: la loro relazione sul materiale impiegato è giunta sul tavolo del pubblico ministero Annita Sorti. I carabinieri hanno subito escluso collegamenti con la cosiddetta banda dell’acetilene. Martinis non è stato processato per direttissima e adesso si trova in carcere con le accuse di tentato furto aggravato, possesso di grimaldelli e oggetti atti allo scasso, possesso o maneggio di sostanze esplosive e pericolose e danneggiamento.