Battistolli: il mercato chiede sicurezza 2.0

La Repubblica – Affari e Finanza, 14 Dicembre 2015

Il gruppo Battistolli cala un tris d’assi per vincere la partita del business della sicurezza 2.0. L’azienda di Vicenza, 165 milioni di fatturato consolidato nel 2014 e 2.000 dipendenti, ha lanciato tre carte di sviluppo: la prima è interamente digitale e serve per l’identificazione biometrica dei portavalori; la seconda insegue i principi della logistica integrata per conto delle aziende orafe e del luxury, mentre l’ultima punta al rafforzamento dei servizi di vigilanza attraverso acquisizioni e diversificazione. La sfida per il futuro non è di poco conto. Perché il mondo della sicurezza, fissa e mobile, vive una stagione di profondi cambiamenti: da una parte c’è la rivoluzione tecnologica digitale che garantisce tracciabilità e un surplus di affidabilità, dall’altra c’è la spinta al consolidamento per un settore che in Italia è ancora molto frammentato. Negli ultimi anni, le società di sicurezza come Battistolli hanno conosciuto uno sviluppo vorticoso grazie al processo di esternalizzazione delle banche che hanno lasciato in outsourcing la gestione dei caveau e trasporti valori. Questo fenomeno ha creato un vero e proprio indotto della “contazione” (ritiro, conteggio del denaro e caricamento Atm) con molte società che sono cresciute grazie alle partnership con gli istituti di credito, ma anche nei servizi postali e nella grande distribuzione organizzata. Accanto al trasporto e gestione valori, di cui Battistolli è tra i leader da circa mezzo secolo, unica ad avere l’autorizzazione per viaggiare anche di notte, ha preso piede in tutta la Penisola il mondo delle società attive nella vigilanza. E non solo nel mondo bancario, ma in tutti settori industriali e dei servizi, portando a oltre 2 miliardi di euro il giro d’affari dei servizi di sicurezza.La crisi economica ha picchiato duro sul mondo della security. Basti pensare ad alcuni dei principali operatori che hanno dovuto fare un passo indietro: come Axitea (Stirling Capital), ora in concordato preventivo e in attesa di un cavaliere bianco, e il gruppo Ivri venduta dalla proprietà, il fondo 21 Investimenti (Benetton), al gruppo Ksm di Palermo.Secondo gli analisti di settore, il groviglio di un tessuto imprenditoriale ancora troppo frammentato potrebbe risolversi con una maxi aggregazione, in cui il gruppo Battistolli potrebbe essere protagonista.Per ora l’azienda veneta ha messo in agenda piani di crescita che riguardano acquisizioni mirate (nei territori dove non è ancora presente) e soprattutto lo sviluppo tecnologico dei servizi. Intanto sui mezzi della società è salito a bordo il sistema SicurPOs, il primo progetto pilota che consente l’identificazione delle guardie giurate attraverso la lettura dell’impronta digitale. Gli assalti ai porta valori, seppure in diminuzione, riempiono ancora le pagine delle cronache locali. Oltre ai furgoni blindati, Battistolli prova la carta della sperimentazione e della tecnologia digitale. La società veneta ha dato vita a una collaborazione con la multinazionale Ingenico e la startup italiana Card Tech per mettere su strada un sistema di riconoscimento identificativo biometrico. In pratica SicurPOs prevede l’identificazione certa del personale addetto al trasporto valori e la tracciabilità delle merci ritirate e consegnate. «Visto il valore e l’importanza del materiale oggetto di trasporto – conferma Luigi Battistolli, presidente del gruppo – l’esigenza di sicurezza nell’identificazione è molto elevata e gli istituti richiedono da diversi anni un servizio con standard più alti».La storia di Battistolli ha origine 50 anni fa quando il fondatore, Silvio Battistolli lancia il primo corriere di preziosi in Italia, raccogliendo e trasportando le merci degli orafi del distretto vicentino. Nel corso degli anni il gruppo si è diversificato, sviluppando i servizi di sicurezza (con il brand Rangers) nella vigilanza privata, fissa e mobile ( trasporto valori). Oggi l’azienda opera attraverso 23 società e impiega oltre 2.000 dipendenti presenti nelle 50 filiali su tutto il territorio nazionale, contando su oltre 30 mila clienti fra privati, retail, aziende, pubbliche amministrazioni. «Oggi puntiamo a un’offerta di logistica integrata – dice Luigi Battistolli – in cui prendiamo in carico magazzini e gestione delle merci di aziende orafe e del mondo del lusso». La divisione luxury del gruppo gestisce oltre 60.000 referenze e movimenta oltre 10 milioni di pezzi l’anno tra gioielli e orologi. L’altro capitolo dello sviluppo si chiama Rangers, il brand di vigilanza del gruppo. «Vogliamo di consolidarci a livello nazionale, considerando magari anche l’acquisizione di piccoli istituti. In Italia c’è una estreme frammentazione del nostro settore, sono infatti più di 900 le società presenti. Ci attendiamo un processo di aggregazione in cui anche noi faremo la nostra parte».