Fiamme dolose al Casablanca

Il Gazzettino – Treviso, 18 Giugno 2014

Un incendio distrugge il circolo culturale di via Meucci: i carabinieri ipotizzano una ritorsione Gli indizi portano in un’unica direzione: è doloso l’incendio scoppiato ieri, intorno alle 0.45, in via Meucci a Montebelluna. Ad andare in cenere il centro culturale Casablanca. A dare l’allarme sono state alcune guardie notturne della Battistolli che, pensando che il fumo uscisse dagli uffici di una ditta confinante con il centro culturale hanno avvisato i proprietari dell’azienda che opera da più di 11 anni nel settore delle confezioni e che abitano nei pressi. Il fumo invece proveniva dal Casablanca, già passato agli onori della cronaca per una rissa finita a bottigliate tra clienti stranieri. Immediatamente sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Montebelluna, Castelfranco e Treviso, arrivati in supporto con delle bombole d’ossigeno per consentire ai colleghi che erano entrati nell’ampio locale, gestito da una donna marocchina di Trevignano, di poter avere un concreto aiuto nella respirazione. Denso il fumo che si era sprigionato nel frattempo in tre punti diversi del locale dove a quanto pare sarebbe stato rinvenuto materiale molto “sospetto”. Dal riserbo degli investigatori è però trapelato qualcosa: si tratterebbe di un accelerante. Le squadre dei vigili del fuoco per completare lo spegnimento del rogo hanno lavorato fino alle 4.30, circoscrivendo tutti i focolai che avevano causato il propagarsi del fumo. I Carabinieri di Montebelluna ed i vigili del fuoco, intorno alle 6, sono tornati sul luogo dell’incendio per un’accurata indagine. Tutto farebbe supporre, anche perchè una porta d’accesso, è stata trovata forzata, a una missione punitiva, ad un gesto ritorsivo. Il centro culturale Casablanca, da quanto riferito da alcuni testimoni, era chiuso da una quindicina di giorni. In passato era stato frequentato da cittadini extracomunitari che partecipavano a corsi di danza del ventre, ma che si ritrovavano anche per fumare con l’ausilio di appositi alambicchi della tradizione africana. I locali, dopo un altro e definitivo sopralluogo, sono stati dichiarati inagibili da parte delle autorità competenti. Ingenti i danni che non hanno interessato le vicine attività produttive.