Fotografie sotto le gonne nei supermercati Grossetano sorpreso e denunciato

Corriere di Maremma, 29 Luglio 2014

Negli anni Sessanta un tifoso del Manchester City andava allo stadio con due specchietti fissati sulle punte degli stivali, che usava per sbirciare sotto la gonna delle tifose più attraenti. Fu scoperto, ma finì anche per essere citato in una canzone dei Beatles. Mezzo secolo più tardi, l’ evoluzione della storia l’ ha firmata un cinquantenne grossetano, anche lui mosso dallo stesso obiettivo: curiosare là dove non batte il sole. E immortalare con un clic le mirabolanti “scoperte”. Come? Dove? Durante la spesa in un noto supermercato del capoluogo, la Coop divia Inghilterra. Lì, nel viavai delle corsie, provava ad approfittare della noncuranza delle clienti con carrello che prendeva di mira, intente evidentemente a cercare i prodotti desiderati o a valutare il prezzo più conveniente. Un’ attività svolta con buoni risultati, se è vero che in pochi giorni è riuscito ad accumulare circa cento scatti. Ad aiutarlo anche l’ estate, visto che col caldo molte si vestono in linea con la stagione, alleggerendo il proprio vestiario. Ma il discutibile svago è durato appena qualche giorno, perché a notare lo strano atteggiamento del grossetano sono state alcune guardie giurate Ranger durante i servizi antitaccheggio. Insospettiti dallesue mosse, da quei piegamenti inconsueti che il cinquantenne effettuava per scattare foto con vista dal basso, le guardie giurate hanno avvisato la Questura. Gli agenti domenica alle 19, individuato il grossetano, lo hanno fermato e trasportato negli uffici della Polfer per approfondire la questione. E lì il cinquantenne, messo alle strette, ha ammesso di aver effettivamente realizzato numerosi scatti sotto le gonne di donne e ragazze: circa cento, tutte di ignare clienti che erano intente a fare la spesa. La Polfer, di concerto con la Procura, ha sequestrato i supporti informatici e ha denunciato in stato di libertà il grossetano, incensurato, per molestie e interferenze illecite nella vita privata. E’ stato appurato che le foto erano per uso esclusivo dell’ uomo e che non sono state diffuse sui social network.