«Ho udito il colpo e risposto» Il vigilante è sotto protezione

La Nuova Di Venezia E Mestre (09/01/2019)

Sotto protezione la guardia giurata che ha risposto con un colpo della sua arma in dotazione nel conflitto a fuoco al centro Piave lunedì sera. La società “Rangers, servizi di sicurezza gruppo Battistolli” e i colleghi hanno organizzato un servizio di controllo e protezione nei suoi confronti.

Ha risposto senza esitare al primo colpo esploso dal rapinatore, mirando però verso il basso a scopo intimidatorio dopo che il malvivente, probabilmente il palo incaricato di coprire la fuga, ha sparato ad altezza uomo. L’ogiva è stata trovata dai carabinieri della compagnia di San Donà. L’agente privato era in servizio al supermercato Ipercoop del centro commerciale Piave, turno 14.30-21.30.

«Alle 20. 27», ha raccontato, «stavo attendendo l’orario per chiudere l’area soci nel corridoio vicino ai negozi di telefonia. Da quel punto potevo vedere l’ingresso est e Burato gioielli. Ho sentito delle urla e anche un forte botto, come se qualcuno sbattesse qualcosa. Mi sono avvicinato verso la piazzetta in cui sono parcheggiate le auto in vendita. Verso il negozio di abbigliamento Clay-ton ho sentito una ragazza che gridava: «Ha la pistola». Ho estratto la mia e mi sono riparato dietro una colonna. Poco dopo ho sentito partire un colpo di pistola e una persona alta che guardava verso di me, armata. Ho risposto al fuoco, verso il basso, senza voler colpire l’altra persona. Lui è scappato all’esterno. Mi sono avvicinato alla gioielleria dove tutti stavano gridando e mi sono per prima cosa sincerato delle loro condizioni». I rapinatori erano già all’e sterno, saliti sull’auto che il “palo”, dopo aver sparato, ha messo in moto per la fuga. Attorno a Burato e dagli altri negozi, sono arrivati tutti: personale, clienti, responsabili del centro. Erano sotto choc per il terrore, l’esplosione degli spari ancora impressa nella mente. La società Rangers ha già disposto un programma di protezione della guardia giurata. La direzione della società ha fatto sapere che in questi casi si temono ritorsioni nei confronti del personale che risponde al fuoco e quindi sfidando di fatto i malviventi. L’esperienza insegna che questo comportamento viene punito dai banditi con pesanti minacce e ritorsioni. Il personale viene spesso cambiato di turno proprio per non renderlo facilmente individuabile.