Il racconto di Mirco, salvato da una GPG Rangers

Un giorno come tutti gli altri, ho un weekend libero e decido di andare al mare con amici. È sabato mattina, una bellissima giornata. Faccio colazione e mi dirigo verso la spiaggia a Roccamare. Inizia ad entrare vento di scirocco e decido di gonfiare l’ala del mio KITE, nessun sintomo, sto bene. C’è vento, parto per fare qualche bordo in mezzo al mare, i miei amici fanno il bagno e altri prendono il sole .
Sto bene, sono in mezzo al mare con il mio KITE, uno sport che ti libera la mente e lo spirito. È fantastico, mi ha sempre aiutato per svagarmi nei momenti più difficili della mia vita, il KITE è un amico che ho portato nei più bei viaggi che ho fatto nel mondo, mi sento bene. All’improvviso il vento cala, si fa fatica a bolinare e rientrare dal punto di partenza, decido di allontanarmi per usufruire di più bolina. Mi allontano forse più di mezzo miglio …ok ci siamo, inverto l’ala per rientrare verso riva. Appena inizio a planare mi arriva improvvisamente una frustata in testa, una scintilla che mi prende dalla fronte con una botta più forte dietro la nuca, penso: cavoli ma cos’è? Non ho fatto nulla!!! Com’è possibile?!?!? Cosa mi sta succedendo!?!?!? Un fortissimo mal di testa, capisco subito che devo rientrare subito a riva, fosse una cosa grave qui da solo affogo. Inizio subito a bolinare ma le gambe non tengono più, sono lontano dai miei amici, cerco di stringere i denti e salvarmi. Inizio a vomitarmi addosso. Sono sempre stato cosciente e lucido. Dovevo arrivare in spiaggia , ma la vedevo lontana, avevo movimenti lenti, non ho avuto mai paura, dovevo arrivare salvo.
Riesco a toccare la tavola nella sabbia, sono salvo, ma vedo tutto sfocato, c’è qualcosa di strano. Vomito sempre, i miei amici avvertono la mia ragazza che è a casa dicendole che ho preso un colpo di frusta e che mi fanno male il collo e la testa. Ci vuole qualche farmaco. In quell’istante arriva, fortunatamente, un ragazzo che fa servizio di sorveglianza qui a Roccamare, lavora nei Rangers e si chiama Andrea. Capisce subito la gravità, “no ragazzi no lui sta male vedete come vomita”. Mi mette in posizione di sicurezza, mi apre la bocca perché ancora continuavo a vomitare e mi dice di stare calmo. Andrea chiama subito il 118 per avere assistenza. Arrivano i soccorsi e mi portano a Grosseto.
Mi effettuano la Tac: Emorragia celebrale. Chiamano l’elicottero Pegaso che mi porta in 14 minuti a Siena dove vengo operato. Mi mettono un drenaggio che porterò per 30 giorni, poi vengo di nuovo operato per altre complicazioni e mi mettono una valvola artificiale in testa che mi drenerà per tutta la vita .
Sono salvo, sono vivo ed è una cosa bellissima. Ho passato dei momenti bruttissimi nel reparto di terapia intensiva, ho stretto i denti e ce l’ho fatta. Pensavo sempre al ragazzo che è stato tempestivo lì in spiaggia e avevo voglia di vederlo e ringraziarlo appena sarei uscito dall’ospedale. Esco dopo 35 giorni, tutto bene a parte 15 kg meno e un po’ di postumi, ma ho una seconda vita.
Dopo soli 7 giorni decidiamo di tornare al mare. Voglio vedere il mio Eroe “Andrea” riesco a trovare il cellulare tramite la portineria di Roccamare. Sono in auto emozionato, faccio il numero, risponde ed io piango. Andrea mi dice “oh Mirco cavoli non fare così io ho fatto quello che mi sentivo di fare in quel momento, non piangere che mi emozioni!”. Gli dico “arrivo ci sei?” Lui “si ti aspetto”. Arrivo a casa ci troviamo e ci abbracciamo. E’ stato il mio Eroe, la persona che mi ha salvato la vita, gliene sarò sempre grato, grazie Andrea.
Mirco