«Non sono riuscito a metterlo in salvo»

Il Mattino di Padova, 10 Novembre 2015

IL DRAMMATICO RACCONTO DEL VIGILANTE «Ho dentro di me l’angoscia di non essere riuscito a salvare la vita del ragazzo, ma con quella macchina che arrivava a tutta velocità non avevo altra scelta». A parlare è la guardia giurata dei Rangers del Gruppo Battistolli di Padova che domenica sera ha prestato i primi soccorsi a Ramez e che poi nulla ha potuto per cercare di spostare il giovane ferito dalla traiettoria della Ford Fusion, che procedeva in velocità: «Ero in servizio e ho notato il giovane riverso a terra. Ho accostato, ho acceso le luci di emergenza e sono corso in suo aiuto. Il giovane era ancora vivo, si lamentava ma rispondeva farfugliando, non so se per il trauma cranico o perché era in preda all’alcol». Ai soccorsi della guardia giurata si sono aggiunti quelli di un automobilista di passaggio: «Mentre io cercavo di curare il ferito, ho chiesto al ragazzo di passare di segnalare a sua volta l’incidente ai veicoli in arrivo. Quando da Montagnana è arrivata la Ford Fusion, che viaggiava ad almeno 80 chilometri orari, ho visto che l’altro soccorritore si è piazzato in mezzo alla strada e ha alzato le braccia, intimando l’alt. Mi sono chinato ancora sul ferito e quando ho rialzato la testa ho visto il giovane in strada scansarsi di colpo, perché quell’auto in arrivo non accennava a fermarsi» continua il Rangers nel drammatico racconto «A quel punto ho cercato in tutti i modi di spostare il ciclista a terra, ma era a peso morto e non riuscivo a muoverlo. Se non mi fossi subito spostato, sarei stato investito pure io. Non potevo far altro». L’auto ha quindi travolto il giovane a terra: «Il corpo si è girato dalla parte opposta, segno che il contatto c’era stato, e la colpita dalle ruote era stata la testa. Il poveretto respirava ancora, anche quando lo ha portato via l’ambulanza». La guardia giurata ha raccolto la targa della vettura-killer, che però si è fermata poco dopo: «L’anziano alla guida aveva la testa china sul volante. Gli ho chiesto se stesse bene e se avesse capito quanto era accaduto: mi ha risposto solo che era molto spaventato». Successivamente il vigilante si è occupato ancora di bloccare il traffico fino all’arrivo dei carabinieri».