Rubano gli archi e devastano la sede degli Arcieri Arrestati due rom

Corriere del Veneto – Vicenza, 15 Luglio 2017
Rubano 13 archi e centinaia di frecce, devastando di notte la sede della Compagnia arcieri di Vicenza, ma alla fine non centrano il bersaglio: la polizia li raggiunge dopo una fuga rocambolesca e li arresta. I «novelli arcieri» sono due nomadi residenti nel campo di viale Cricoli, Simone Cavazza di 33 anni e Renè Gabrieli di 18. Entrambi sono finiti in carcere.Giovedì notte, poco dopo le due, una pattuglia della vigilanza privata Rangers ha notato in zona piscine due persone in bicicletta che pedalavano, visibilmente appesantite e in difficoltà da un carico di sacchi, borse ma perfino un decespugliatore. Immaginando che fossero ladri che scappavano con la refurtiva, le guardie giurate hanno chiamato il 113. Intanto i ladri si erano accorti di essere seguiti: con le bici hanno tentato di scappare lungo viale Ferrarin, poi via Gozzi, infine via Tommaseo, dove hanno abbandonato bici e refurtiva e hanno tentato di scappare. Uno di loro, Cavazza, ha affrontato spintonando uno dei Ranger che tentava di fermarlo. Proprio in quel momento è sopraggiunta una volante, anche due agenti hanno iniziato a rincorrere i due ladri che, l’uno in via Durando e l’altro in via La Marmora, alla fine sono stati acciuffati. Nelle borse avevano una quantità imponente di refurtiva, sicuramente del valore di alcune migliaia di euro: una tenaglia di venti centimetri e un tronchese di mezzo metro, una torcia e un barattolo di plastica con scritto Offerta libera (dentro c’erano monetine per 30 euro), una saldatrice, un decespugliatore, un metal detector e soprattutto undici archi con telaio in legno più una confezione con 104 frecce. Nel tragitto avevano perso altri due archi, uno dei quali in fibra di carbonio. Nell’attrezzatura sportiva c’era il bollino Compagnia arcieri Vicenza Asd, quindi gli agenti hanno contattato l’associazione vicentina con sede in via Biron di Sopra. Ed è emerso che la sede era stata svaligiata, nei locali era tutto a soqquadro. I malviventi, entrambi pregiudicati per reati contro il patrimonio, sono stati tratti in arresto. Già ieri sono stati processati con rito direttissimo.