Scuole lesionate, esami al sicuro nei container

Il Resto del Carlino, 5 giugno 2012

IL GRUPPO vicentino Battistolli ha deciso, da stasera, di dare vita a un servizio notturno di vigilanza su case e immobili di Mirandola.
UNA TELA di Penelope che si disfa ad ogni scossa di terremoto, costringendo a ripartire sempre dall’inizio. Nell’Emilia Romagna colpita dai terremoti la situazione delle scuole resta uno dei rompicapi più complicati da risolvere. In ballo ci sono diversi aspetti: capire quanti istituti sono inagibili; decidere se e come fare terminare, alle classi ‘sfollate’, un anno scolastico ormai agli sgoccioli; predisporre i locali adeguati per lo svolgimento degli scrutinii prima e degli esami dopo, che, in alcuni casi, potrebbero per gli studenti diventare presto dei container prefabbricati e antisismici.
IL LAVORO fin qui svolto per ‘censire’ i plessi scolastici danneggiati è stato messo in discussione dalle scosse di domenica. «I nuovi terremoti — ha ammesso l’assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi — creano ancora più difficoltà. Dopo gli eventi sismici di ieri (domenica, ndr) sono già in corso nuovi sopralluoghi per capire qual è la situazione». In attesa di avere un elenco davvero completo, che dovrebbe essere disponibile a giorni, al 1° giugno risultavano lesionati 219 plessi della scuola statale di ogni ordine e grado: di questi 121 sono completamente inagibili (60 nella provincia di Modena e 48 in quella di Ferrara), 94 parzialmente agibili e 4 destinati ad altro uso (ospitano attualmente sfollati, coordinamenti della Protezione civile o amministrazioni comunali rimaste senza municipio). Una situazione che interessa direttamente 50mila studenti.
POI, c’è la questione più pressante, quella di scrutinii ed esami: solo questi ultimi, nelle quattro province interessate dal terremoto (Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia) riguardano 28.500 studenti. «Una qualsiasi forma di esami ci sarà, ci deve essere» ha commentato Stefano Versari, vicedirettore dell’Ufficio scolastico regionale. Restano però da definire tempi e modalità, tra plessi inagibili e anni scolastici chiusi in anticipo (come è stato deciso ieri a Sassuolo, a Fiorano Modenese e negli otto Comuni appartenenti all’Unione Terre di Castelli).
L’attesa è tutta rivolta al decreto che il consiglio dei ministri adotterà domani, come annunciato dal sottosegretario all’Istruzione, Elena Ugolini, con cui si darà la possibilità all’Ufficio scolastico regionale di decidere come e quando svolgere scrutinii ed esami. «Più che il modello Aquila (dove dopo il terremoto si tennero solo esami orali, ndr), vorremmo adottare il ‘modello emiliano’, valutando caso per caso come agire» ha puntualizzato Bianchi.
«CI SARANNO modalità differenziate rispetto al solito — ha spiegato Versari —, ma gli esami si faranno. I poteri che ci saranno concessi dal Governo, poi, riguarderanno le date». Ovvero: se le condizioni non lo permetteranno si potrebbe anche pensare a giornate differenti rispetto al calendario nazionale, seppure questa, al momento, sia solo un’ipotesi.
Sicuro, invece, che l’organizzazione procederà in due modi: dove possibile studenti e insegnanti saranno spostati in edifici vicini (come dovrebbe avvenire nelle province di Bologna e Ferrara), mentre laddove tutte le altre scuole agibili siano troppo distanti (è il caso di molti Comuni del Modenese) a ospitare scrutinii ed esami saranno dei prefabbricati messi a disposizone dalla Protezione civile. Poi, c’è il capitolo ricostruzione: «Non partiamo da zero — rassicura l’assessore Bianchi — il prossimo 17 settembre vogliamo che tutti gli studenti riprendano regolarmente l’anno scolastico». Ma la possibilità di una deroga al calendario, anche su questa data, ad oggi non è da scartare a priori.