Soccorso, poi falciato da un’auto

II Gazzettino – Padova, 10 Novembre 2015

Ciclista cade e batte la testa: arriva una Ford guidata da un 82enne e muore travolto Cade con la bicicletta, poi viene investito e ucciso da un’automobile, mentre lo stanno soccorrendo.L’incidente è avvenuto l’altra sera in pieno centro a Ospedaletto Euganeo, dove un tunisino di 29 anni è stato travolto da un anziano che tornava a casa da una balera: l’investimento è costato la vita a Mohamed Ramez Ben Habib, domiciliato a Saletto.Il fatto si è verificato alle 23.30 di domenica in via Roma ovest, dove un vigilantes della Rangers di Padova stava transitando, al volante dell’auto di servizio.La guardia privata si è accorta di una figura stesa a terra, vicino all’incrocio con la Padana Inferiore, e si è subito fermata per vedere cosa stesse accadendo.In quel momento è arrivato anche un passante, che si era accorto del tunisino disteso sull’asfalto. Questi era caduto dalla bicicletta, forse dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo.Ma proprio mentre i due soccorritori tentavano di capire le condizioni del tunisino, è sopraggiunta da Montagnana una Ford Fusion condotta da R.S., 82 anni, residente a Cinto Euganeo.Il ranger e l’altro soccorritore hanno fatto appena in tempo a spostarsi dalla strada, e la macchina è piombata sul ciclista a terra.Le ferite riportate al malcapitato sono state devastanti: il tunisino è spirato poco dopo il ricovero all’ospedale di Schiavonia. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione di Ponso, che hanno effettuato i rilievi di rito. L’auto è stata sequestrata e l’anziano sarà indagato per omicidio colposo.Il tunisino era noto a Ospedaletto, dove le sue intemperanze lo avevano portato ad accessi d’ira in quasi tutti i bar e i locali del paese. Il ventinovenne era conosciuto in zona anche per quello che era successo a suo padre nel maggio di sette anni fa: il genitore del defunto, Hassoudi Habib, era un imprenditore del settore edile che è stato travolto e ammazzato da un treno a Ospedaletto. Nel 2008 l’impresario, la cui azienda – l’Itamar Srl – aveva sede in via San Rocco, stava attraversando un passaggio a livello non custodito sulla linea ferroviaria che collega Mantova con Monselice. Hassoudi aveva alzato le sbarre e stava preparandosi a passare dall’altra parte della ferrovia per eseguire un lavoro in una casa della zona quando un treno diretto a Este l’ha investito. Dopo una breve agonia il tunisino era spirato. Il figlio non si era mai ripreso da questa vicenda, ed era caduto in una spirale di alcol e violenza che l’aveva portato a dilapidare in breve tempo il risarcimento ottenuto per la morte del padre.

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«Ho sentito un botto, mi sono subito fermato»

L’ottantaduenne che ha travolto e ucciso Mohamed Ramez Ben Habib non si rende conto di cosa ha fatto. L’uomo, che vive a Cinto Euganeo, è convinto di aver semplicemente travolto una bicicletta.Il pensionato stava rincasando verso le 23.30 dalla discoteca-balera Parioli, dove aveva trascorso il pomeriggio e la serata di domenica con qualche amico, e non si è accorto del tentativo di soccorso che il ranger e un passante stavano prestando al ciclista. «Non so proprio cosa sia successo – ammette l’anziano – Io non ho neppure frenato, ho solo sentito un forte colpo sul davanti della macchina. Poi ho percorso ancora qualche metro e mi sono fermato. Sono convinto di aver colpito in pieno la bicicletta di quell’uomo, che era steso a terra già da prima. La visibilità era ottima, non c’era nebbia e l’asfalto era pulito – afferma l’ottuagenario – Solo che quella bici era scura ed era rovesciata a terra, quindi non l’ho vista e non avrei potuto vederla. Non appena ho sentito il botto, mi sono fermato e sono andato a vedere cosa era successo».Il guidatore è colpito dalla vicenda, nella quale non si riconosce però come attore. «Mi spiace per quell’uomo – continua – credo fosse già morto quando è arrivata l’ambulanza, oppure è morto poco dopo. In realtà credo che sia stato travolto da un’altra macchina, molto vecchia, perché si vedevano dei segni anomali di frenata. Io invece non ho neppure toccato i freni». La vettura è stata sottoposta a sequestro. «I carabinieri sono stati molto gentili e mi hanno chiesto come stavo, poi mi hanno domandato se volevo andare in ospedale e se avevo bisogno di qualcosa – conclude l’anziano – ma io ero a posto, mi spiace solo che mi abbiano sequestrato la macchina. Ma lo capisco, in queste situazioni».