Tentato stupro, convalidato l’arresto

La Gazzetta di Parma, 31 luglio 2012

Rimane in carcere il nigeriano che aveva aggredito una ventenne vicino a piazza della Pace: l’uomo ha trascinato la giovane sul greto della Parma, mentre altri stranieri minacciavano gli amici della ragazza

II Lei sta ancora distillando la paura di quegli istanti interminabili a pochi passi da piazza della Pace. Quando si è sentita addosso quelle mani. Lui, nigeriano, 25 anni, accusato di violenza sessuale, resta rinchiuso in via Burla: il gip, dopo l’udienza di ieri mattina, ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare in carcere
Rimane in cella, l’aggressore. Ma sono sempre più inquietanti i particolari che emergono sulla notte tra giovedì e venerdì. La ragazza, 20 anni, non era sola ma in compagnia di tre amici. E con il nigeriano c’erano altri stranieri, che comunque non sono stati identificati. Dopo l’incontro nelle vicinanze di piazza della Pace, la giovane è stata trascinata dal ragazzo sul greto della Parma. E gli amici? Non hanno potuto fare nulla per impedire che il nigeriano portasse con sè laventenne, perché minacciati dagli altri stranieri. Che, per essere ancora più «convincenti», avrebbero brandito anche dei cocci di bottiglia.
Scoppia una lite tra i due gruppi, mentre la ragazza viene portata sul greto. Ma riesce a divincolarsi, prima che il nigeriano, con i pantaloni già in parte abbassati, riesca a fare ciò che ha in mente. Tenta di saltarle addosso, però è completamente ubriaco e fa fatica a mantenere l’equilibrio. E’ una questione di attimi. Istanti che pulsano di terrore. Ma la ragazza si libera dalla presa, da quelle mani che le avevano serrato il polso, e a fuggire.
Risale sulla strada e poi macina metri per allontanarsi. Perché teme che l’aggressore sia ancora alle sue spalle. Arriva nelle vicinanze di strada Garibaldi e vede un’auto della Btv, un istituto di vigilanza. La guardia giurata dà l’allarme. Così come hanno fatto nel frattempo gli amici della ragazza, dopo essersi allontanati dal gruppo di stranieri che li avevano minacciati.
Una pattuglia del Nucleo radiomobile dei carabinieri è giàin zona e arriva nel giro di pochi minuti. Anche il nigeriano è ancora nei paraggi. E, dopo un breve giro di perlustrazione, viene intercettato. Tenta un’inutile fuga alla vista dei lampeggianti: bloccato e portato in caserma, finisce poi in via Burla. Senza un nome, almeno per il momento, restano gli altri stranieri in compagnia del nigeriano che, dopo aver terrorizzato gli amici della ragazza, si sono dileguati.
La ragazza ha tentato di mettere insieme i fotogrammi di quella notte davanti ai carabinieri. Un racconto difficile, convulso, spesso interrotto dalle lacrime. Quella sequenza che dovrà rivivere al processo. Durante il quale si costituirà parte civile. Ma – forse – in quel momento il tempo avrà allentato la presa dell’angoscia. Rimarrà il ricordo bruciante di quella notte d’estate. E una rabbia difficile da tenere a bada.