Tornano i balordi e adesso il parroco chiama i vigilantes

Il Giornale di Vicenza, 10 Luglio 2014

Alla fine non è servito neppure chiudere il cancello a protezione del sagrato per convincerli ad allontanarsi, affidando l´operazione e la vigilanza sugli spazi, al personale dei Rangers. Imperterriti, i cittadini rumeni senza fissa dimora che da qualche tempo hanno eletto entrate e portici della chiesa di S.Pio X a dormitorio, non hanno battuto ciglio di fronte alla novità, decisa nel consiglio pastorale allargato di sabato scorso e annunciata con diversi avvisi, spostando un po´ più avanti, sul piazzale davanti all´accesso principale. Un accampamento “a composizione variabile” sotto le stelle – una ventina di persone, per lo più giovani – svegliatosi alle 6 del mattino, dopo una notte all´addiaccio, per poi disperdersi tra le vie cittadine. Tornando invisibili almeno fino al pomeriggio. Le traiettorie della disperazione, si sa, sono spesso misteriose, ma una cosa è certa: non se ne vogliono andare. Più che una commedia, una telenovela. LA SVOLTA. Dunque, cancelli chiusi dalle 23.30 di martedì notte. Più che davanti ad una chiesa sembra di essere di fronte ad una caserma, nascosta dalle inferriate. E le divise degli agenti della vigilanza rafforzano l´immagine. Partecipa anche il parroco, don Ferdinando Pistore: non ha le physique du role di un maresciallo dell´Arma ma spiega, cerca comunque il dialogo. Qualche rumeno si lamenta della novità, ma i più restano indifferenti alla sua presenza e alle sue parole. Lui, rammaricato, allarga le braccia: «Neppure per noi è bello essere arrivati a questo punto ma è stato inevitabile. Fin da quando è esplosa questa emergenza ci siamo adoperati per avviare con queste persone un percorso di inserimento, non limitato solo al permesso di dormire sotto il portico, ma coinvolgendo Comune, Caritas e forze dell´ordine. Avevamo fissato poche regole per una convivenza che rispettasse anche i luoghi e la nostra sensibilità, ma piano piano i primi immigrati sono stati sostituiti da altri, poco disponibili ad osservarle, rendendo la situazione, precaria, del tutto insostenibile». Di qui il consiglio pastorale allargato dei primi di luglio e la decisione di chiudere gli spazi nelle ore notturne affidando la sorveglianza ad un istituto di vigilanza. Decisione sofferta ma inevitabile. «Purtroppo, come ho detto, è venuta meno la collaborazione e noi non abbiamo le risorse per affrontare da soli questa emergenza». E SE PIOVE? La domanda sorge spontanea: dove andranno a dormire in questo luglio meteorologicamente imprevedibile? In realtà c´è una città nella città, fatta di fabbriche dismesse, edifici e case abbandonati, negozi mai riaperti, che ben si presta ad accogliere sbandati e senza tetto. Un piccolo esercito. Proprio ieri il nostro Giornale ha denunciato il degrado di San Felice, dove un famoso esercizio commerciale, chiuso da appena pochi mesi, è già diventato ricovero e latrina a cielo aperto di alcuni accattoni. In pratica, però, non c´è un luogo che non possa essere violato. Persino la stessa centrale ex Enel, apparentemente off-limits dopo i vari interventi. GLI EPISODI. L´ultima violazione compiuta proprio martedì, intorno alle 19, sotto gli occhi del cronista: staccatasi dal gruppo, una delle ragazze rumene ha scavalcato agilmente la recinzione recuperando una borsa nascosta sotto alcune piante. Una sorta di magazzino, al pari dei bidoni gialli per la raccolta degli indumenti, dove un´altra ragazza ha nascosto un sacchetto nero. La sensazione è che si tratti comunque di gruppi organizzati, protetti da vedette in bicicletta e meno disperati di quanto possa sembrare se è vero che, sempre martedì, una parte dei senza tetto, con valigie e trolley, è salita su un furgone con targa rumena ed è sparita dalla vista. Fino alle 23.30 quando tutti si sono poi riuniti a dormire sul piazzale della chiesa di S.Pio X.